Redazione

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27 Agosto 2026by Redazione

Dal 20 al 22 ottobre PanAgri sarà al LUV di Bari, l’evento europeo dedicato alla filiera dell’uva da tavola.

Tre giornate di confronto tra produttori, breeder, ricercatori, tecnici e operatori commerciali provenienti dall’Italia, dall’Europa e dai principali mercati internazionali. Un appuntamento pensato per mettere in relazione competenze, innovazione e nuove esigenze produttive, in un comparto nel quale la gestione delle risorse e la capacità di prendere decisioni sempre più precise stanno assumendo un ruolo centrale.

PanAgri parteciperà all’edizione 2026 portando in fiera il proprio ecosistema IRRIFARM®, sviluppato per l’automazione, il monitoraggio e la gestione intelligente dell’irrigazione e della fertirrigazione.

Dall’impianto al dato: una gestione sempre più precisa

Nella produzione di uva da tavola, la disponibilità di informazioni puntuali sullo stato dell’impianto, del suolo e delle condizioni climatiche permette di intervenire con maggiore precisione, riducendo sprechi e migliorando l’efficienza delle operazioni in campo.

È in questa direzione che si sviluppano le soluzioni IRRIFARM®: un sistema integrato nel quale controller, sensoristica, dispositivi di campo e strumenti digitali comunicano tra loro, consentendo all’azienda agricola di monitorare e gestire l’impianto anche da remoto.

Al centro dell’ecosistema c’è IRRIFARM PRO 4.0, il controller progettato per governare pompe, elettrovalvole e sistemi di dosaggio attraverso configurazioni flessibili, sia in AC sia in DC, con collegamenti via cavo o via radio.

Una piattaforma pensata per adattarsi alle diverse caratteristiche dell’azienda agricola e consentire una gestione più razionale di acqua, nutrienti, tempi di intervento ed energia.

Fertirrigazione e controllo dei parametri

Tra le funzionalità presentate al LUV ci sarà anche la gestione avanzata della fertirrigazione di precisione.

IRRIFARM PRO 4.0 permette di gestire fino a otto canali dosatori indipendenti, integrando il controllo dei principali parametri legati alla soluzione nutritiva, come pH ed EC.

L’obiettivo è rendere la distribuzione dei fertilizzanti più controllabile e ripetibile, permettendo all’operatore di impostare strategie coerenti con le differenti fasi colturali e con le effettive condizioni rilevate in campo.

Sensoristica in campo: conoscere prima di intervenire

L’automazione diventa realmente efficace quando può contare su dati affidabili.

Per questo l’ecosistema PanAgri integra differenti soluzioni di sensoristica e monitoraggio, tra cui stazioni meteorologiche, sensori multilivello per il terreno e sonde per la rilevazione di pH ed EC.

Le informazioni raccolte permettono di costruire una fotografia più precisa delle condizioni dell’appezzamento e rappresentano un supporto concreto alla programmazione delle attività irrigue.

Il dato, quindi, non resta un semplice valore da consultare, ma diventa parte di un processo decisionale più ampio.

IRRIFARM 4.0: l’impianto sempre accessibile

Attraverso l’App IRRIFARM 4.0, l’operatore può accedere al proprio impianto anche da remoto, verificare lo stato del sistema e gestire le principali funzioni direttamente da smartphone o dagli altri dispositivi abilitati.

All’interno dell’ecosistema digitale trova spazio anche IRRIAI, sviluppata per affiancare l’utente nella lettura delle informazioni e nel supporto alle decisioni.

Un’evoluzione che porta il concetto di agricoltura di precisione oltre la semplice automazione: non soltanto comandare un impianto a distanza, ma disporre di strumenti capaci di rendere i dati più comprensibili e utili nella gestione quotidiana dell’azienda agricola.

Tecnologia al servizio della produzione di uva da tavola

Il settore dell’uva da tavola richiede standard qualitativi elevati, continuità produttiva e un controllo sempre maggiore delle risorse impiegate.

In questo scenario, digitalizzazione e automazione possono contribuire concretamente a migliorare l’organizzazione aziendale e la tempestività degli interventi, consentendo al produttore di avere una visione più completa del proprio impianto.

La partecipazione di PanAgri al LUV sarà quindi un’occasione per mostrare da vicino le tecnologie IRRIFARM®, confrontarsi con produttori e tecnici e approfondire le esigenze di una filiera che continua a investire in efficienza, sostenibilità e innovazione.

PanAgri al LUV 2026

20, 21 e 22 ottobre 2026
LUV – Bari

Presso lo stand PanAgri sarà possibile conoscere da vicino IRRIFARM PRO 4.0, le soluzioni per la fertirrigazione, la sensoristica di campo e l’App IRRIFARM 4.0, oltre alle novità sviluppate per rendere la gestione dell’irrigazione sempre più connessa e intelligente.

Il programma completo della manifestazione, gli ospiti e gli ulteriori dettagli sulla partecipazione di PanAgri saranno comunicati nelle prossime settimane.


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27 Agosto 2026by Redazione

Con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia del 6 agosto 2026, è entrato nella fase operativa l’avviso SRD01.05 “Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole”, nell’ambito del Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale 2023-2027. In dotazione: 60 milioni di euro, destinati a modernizzare le imprese agricole pugliesi su più fronti, dalla gestione dell’acqua ai macchinari di ultima generazione.

Per chi gestisce un’azienda agricola e da tempo valuta un investimento su irrigazione, strutture o tecnologie, è il momento di guardare da vicino cosa prevede la misura.

Cosa finanzia l’avviso

Il bando copre un ventaglio ampio di interventi. Rientrano tra le spese ammissibili la realizzazione di nuovi impianti arborei a ciclo pluriennale, l’acquisto di macchinari e attrezzature — compresi software e strumenti per l’agricoltura di precisione — e gli interventi sulle strutture produttive aziendali. Sono finanziabili anche le strutture di stoccaggio, celle frigorifere incluse, e gli investimenti in filiera corta: fabbricati, impianti e attrezzature per la lavorazione, trasformazione e vendita diretta delle produzioni aziendali.

Un capitolo importante riguarda la risorsa idrica: nuovi impianti irrigui aziendali innovativi, ammodernamento di quelli esistenti, vasconi e cisterne per l’accumulo e la distribuzione dell’acqua. Per questo avviso gli interventi irrigui non possono comportare un’estensione della superficie irrigata e devono riguardare particelle con un titolo valido per l’approvvigionamento idrico; resta inoltre obbligatoria l’installazione di contatori per il monitoraggio dei consumi. Trovano spazio anche gli impianti per la produzione di energia rinnovabile ad uso aziendale, purché dimensionati sul reale fabbisogno dell’impresa.

Le priorità che pesano in graduatoria

Non tutti gli investimenti hanno lo stesso peso nella formazione della graduatoria. La Regione attribuisce priorità, tra gli altri, ai nuovi impianti irrigui innovativi ad alta efficienza, agli impianti alimentati esclusivamente da acque reflue affinate, agli invasi per la raccolta dell’acqua, ai nuovi impianti arborei, agli investimenti in filiera corta e vendita diretta, a silos e celle frigo, agli impianti per energia rinnovabile aziendale e all’acquisto di macchinari 4.0.

Su quest’ultimo punto il bando è specifico: per essere considerati “4.0” i macchinari devono possedere almeno due tra queste caratteristiche — programmabilità e controllo digitale, interconnessione, integrazione con altri sistemi, telemanutenzione, controllo remoto e monitoraggio continuo dei parametri di processo. È lo stesso terreno su cui lavoriamo ogni giorno con Irrifarm, il nostro sistema di irrigazione di precisione: gestione idrica da remoto, sensoristica in campo e interconnessione dei dati sono caratteristiche che rientrano pienamente in questa definizione.

Percentuali di contributo e limiti di spesa

Il sostegno è concesso come sovvenzione in conto capitale. L’aliquota ordinaria è pari al 60% della spesa ammissibile, che sale al 65% per gli investimenti localizzati in zone montane o svantaggiate, e può arrivare all’80% per i giovani agricoltori tra i 18 e i 40 anni (quindi fino al compimento dei 41), in possesso degli ulteriori requisiti richiesti per questa qualifica.

La spesa minima ammissibile per ciascuna operazione è di 30mila euro, con un tetto massimo di 3 milioni di euro per beneficiario, calcolato sul complesso delle operazioni finanziate attraverso l’SRD01 nel periodo di programmazione 2023-2027.

Un aspetto operativo da tenere presente riguarda la quantificazione della spesa per macchine e attrezzature: gli investimenti in questa categoria devono essere determinati attraverso il Sistema di Determinazione dei Prezzi Massimi di riferimento della Regione Puglia, consultabile nella pagina dedicata al bando. Un passaggio che garantisce trasparenza e uniformità nella valutazione dei progetti, ma che va conosciuto in anticipo per non trovarsi a dover rivedere il piano di spesa a ridosso delle scadenze.

Chi può fare domanda

Possono accedere alla misura gli imprenditori agricoli, singoli o associati — tra cui Organizzazioni di Produttori, cooperative agricole di conduzione e reti d’impresa costituite secondo le condizioni previste dall’avviso. È richiesta una produzione standard minima di 15mila euro, soglia che scende a 5mila euro per le aziende con investimenti esclusivamente nel comparto olivicolo. Gli interventi, va ricordato, non devono risultare già conclusi al momento della domanda: sono ammesse solo operazioni avviate dopo la presentazione della richiesta di sostegno, salvo alcune attività preparatorie previste dalle disposizioni.

Le scadenze da segnare in agenda

La procedura si articola tra il portale regionale EIP e il sistema SIAN, con sette operazioni consecutive, tutte obbligatorie ai fini della ricevibilità della domanda. Tre le date chiave:

  • 8 ottobre 2026 — accreditamento e autorizzazione degli utenti, inserimento delle deleghe ai tecnici incaricati;
  • 15 ottobre 2026, ore 11:59:59 — redazione dell’Elaborato Informatico Progettuale;
  • 22 ottobre 2026, ore 11:59:59 — rilascio della domanda di sostegno sul SIAN, caricamento della documentazione finale nell’EIP e trasmissione dell’attestato di invio.

Tempi definiti, dunque, che lasciano margine per progettare con attenzione ma che non vanno sottovalutati: la complessità della procedura, con passaggi obbligatori su due sistemi diversi, richiede di muoversi con anticipo, soprattutto nella scelta del tecnico incaricato e nella definizione del progetto d’investimento.

Un’occasione per programmare, non solo per aderire

Per le aziende ortofrutticole e olivicole, in particolare quelle che stanno valutando il rinnovo degli impianti irrigui, l’introduzione di tecnologie digitali o interventi per lo stoccaggio e la valorizzazione del prodotto, l’SRD01.05 rappresenta una finestra concreta per programmare investimenti che incidono direttamente sulla capacità produttiva e competitiva dell’impresa.

Come PanAgri può supportare il tuo progetto

Chi sta valutando un investimento in questo ambito si trova spesso a dover far coincidere due esigenze: rispondere ai requisiti tecnici richiesti dal bando e scegliere una soluzione che funzioni davvero in campo. Su questo fronte lavoriamo con Irrifarm, il nostro sistema di irrigazione di precisione, che integra gestione idrica da remoto, sensoristica in campo e monitoraggio continuo dei parametri di processo — le stesse caratteristiche che l’avviso individua per la definizione di macchinario 4.0 e per gli impianti irrigui innovativi ad alta efficienza, tra le tipologie di investimento prioritarie in graduatoria.

Il nostro supporto non si ferma alla componente tecnologica: seguiamo le aziende anche nella fase di valutazione del progetto, per capire se e come l’investimento previsto rientra tra le priorità dell’avviso.

Se stai valutando un progetto su irrigazione di precisione, automazione o gestione remota dei tuoi impianti e vuoi capire se rientra tra le priorità del bando, siamo a disposizione per una valutazione gratuita.

Fonte: CSR Puglia – SRD01.05, Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole

Scrivici per una consulenza gratuita e valutiamo insieme se il tuo progetto rientra tra le priorità del bando:
✉️ info@irrifarm.it
📱 WhatsApp 351 84 97 212



19 Gennaio 2026by Redazione

L’agricoltura italiana continua il suo percorso verso la digitalizzazione grazie a una misura già conosciuta, ma confermata e rafforzata dalla Legge di Bilancio 2026: il Credito d’Imposta 4.0 per il settore agricolo.

Non si tratta di un incentivo completamente nuovo, ma della riconferma di uno strumento già utilizzato negli anni precedenti, oggi ricalibrato per accompagnare in modo più efficace gli investimenti in innovazione, automazione e gestione intelligente dei processi produttivi in campo.

Con un’aliquota che arriva fino al 40% sugli investimenti in beni strumentali 4.0, la misura rappresenta un’opportunità concreta per le aziende agricole che intendono modernizzare i propri impianti, migliorare l’efficienza operativa e affrontare con strumenti adeguati le sfide legate ai costi, all’acqua e alla sostenibilità.

Cos’è il Credito d’Imposta 4.0 Agricoltura

La nuova misura, prevista all’articolo 97 della Legge di Bilancio 2026, introduce un credito d’imposta specifico per gli investimenti in beni strumentali 4.0 nel settore agricolo, ittico e dell’acquacoltura. Si ispira al modello già noto del vecchio piano Transizione 4.0 ma è strutturata sulle esigenze proprie delle imprese agricole. In altre parole, si tratta di un incentivo fiscale che consente alle imprese agricole di recuperare una parte significativa degli investimenti effettuati in tecnologie digitali e automatizzate

A Chi Si Rivolge la Misura

Il credito d’imposta è destinato alle imprese agricole che investono in beni strumentali nuovi, ovvero macchinari e tecnologie mai utilizzati prima, con caratteristiche tecnologiche avanzate che consentono l’automazione, l’interconnessione e la digitalizzazione dei processi produttivi.

Tra i potenziali beneficiari rientrano:

  • aziende agricole di produzione primaria,

  • imprese di pesca e acquacoltura,

  • attività con sede operativa in Italia che effettuano investimenti 4.0 nell’anno 2026.

Quali Tipologie di Investimenti Sono Ammessi

La misura copre sia beni materiali (macchinari, impianti, attrezzature) sia beni immateriali (software, sistemi digitali) che rientrano nelle categorie tecnologiche avanzate identificate dalle normative in materia di Industria 4.0. Questo significa che investimenti in soluzioni come l’automazione irrigua, la sensoristica di campo e i sistemi di controllo remoto sono perfettamente coerenti con gli obiettivi della misura. 

Perché questa Misura è Importante per l’Agricoltura

Il nuovo credito d’imposta non è solo una questione di numeri. È uno strumento che può aiutare concretamente le aziende agricole ad affrontare alcune delle sfide più urgenti del settore:

1. Competitività e Innovazione

Investire in tecnologie 4.0 significa aumentare la competitività nel mercato globale, grazie a processi più efficienti e a una maggiore capacità di risposta alle variazioni di domanda e condizioni di mercato.

2. Efficienza Operativa

L’introduzione di sistemi digitali e automatizzati permette di ottimizzare i consumi di risorse come l’acqua e l’energia, riducendo gli sprechi operativi.

3. Pianificazione e Controllo

Le tecnologie 4.0 favoriscono una gestione più intelligente delle attività agricole, con monitoraggio in tempo reale e decisioni basate sui dati, invece che sull’intuito.

4. Sostenibilità

Modelli produttivi più sostenibili non sono solo un ideale, ma una necessità. Le tecnologie digitali aiutano a monitorare e ridurre l’impatto ambientale, rendendo le aziende agricole più resilienti.

Una Finestra Importante per Il Futuro Agricolo

Il Credito d’Imposta 4.0 per l’Agricoltura 2026 rappresenta una opportunità importante per le imprese agricole che intendono innovare e digitalizzare i propri processi produttivi.

Con un’aliquota del 40% sugli investimenti in tecnologie avanzate, un utilizzo in compensazione e un limite di spesa significativo, la misura può diventare un vero motore di trasformazione.

Ma come sempre nel mondo delle agevolazioni fiscali, tempestività, preparazione e consapevolezza dei requisiti tecnici faranno la differenza tra chi riuscirà ad accedere a questi benefici e chi rimarrà escluso.


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27 Ottobre 2025by Redazione

Data di pubblicazione: © FreshPlaza.it / Vincenzo Iannuzziello

PanAgri presenta FertiBAG, il nuovo sistema di fertirrigazione mobile e autonomo che unisce precisione, flessibilità e controllo da remoto. Due versioni, una sola filosofia: rendere la nutrizione delle colture semplice, tracciabile e indipendente, ovunque serva.

Non tutte le aziende dispongono di impianti centralizzati o di una rete elettrica stabile. È proprio in questi contesti che nasce FertiBAG, la nuova soluzione che porta la fertirrigazione direttamente sul campo, offrendo la stessa qualità di un impianto fisso ma in formato compatto, mobile e completamente autonomo, senza complessità tecniche o infrastrutturali.

FertiBAG è racchiuso in una valigetta tecnica antiurto, compatta e leggera, progettata per resistere in ambienti agricoli difficili e per essere facilmente trasportata tra serre, frutteti e campi aperti. Il design portatile consente di spostare il sistema rapidamente da un appezzamento all’altro e di metterlo in funzione in pochi minuti, senza necessità di personale specializzato o di allacciamenti permanenti.

A lanciare la novità è il CEO Bernardo Grieco: “FertiBAG nasce da un’esigenza concreta, cioè quella di offrire agli agricoltori uno strumento professionale ma semplice, che possa essere installato e utilizzato ovunque, anche in assenza di una rete elettrica. È una soluzione che unisce praticità e precisione: si trasporta facilmente, si collega con pochi passaggi e garantisce dosaggi costanti e affidabili in ogni condizione di lavoro”.

L’alimentazione del sistema avviene tramite batteria da 12 V ad alta capacità. Questa configurazione consente di operare in completa autonomia, anche in assenza di rete elettrica, garantendo ore di funzionamento continuo.

PanAgri propone due configurazioni distinte a seconda delle esigente operative:

  • FertiBAG DC Master: unità autonoma con controller integrato e connessione all’app IRRIFARM. Permette di gestire cicli, dosaggi e tempi via smartphone (Wi-Fi o remoto) e opera in autonomia, dosando e registrando tutti i dati per garantire tracciabilità e ripetibilità.
  • FertiBAG DC Slave: pensato per essere collegato ai sistemi IRRIFARM PRO DC o IRRIGO’ DC, consente di gestire più settori o ricette nutritive da un unico punto di controllo centralizzato, ideale per aziende con esigenze complesse.

FertiBAG dosa automaticamente la soluzione nutritiva nel flusso d’acqua secondo i parametri impostati, grazie a un contalitri e a un controller che regolano in tempo reale quantità e velocità, garantendo un dosaggio costante e tracciato. La batteria ricaricabile offre ore di autonomia, mentre l’app IRRIFARM permette di monitorare flussi, tempi, stato di carica e statistiche, oltre a gestire da remoto i cicli di fertirrigazione, archiviati per analisi e ottimizzazione dei consumi e delle strategie nutrizionali. FertiBAG non è solo una pompa, ma un sistema di controllo intelligente. Combina hardware robusto, controller precisi e software intuitivo per offrire un livello di automazione fino a oggi riservato a impianti industriali. È ideale per serre, colture in pieno campo, vivai e aziende multisito: ovunque servano affidabilità, tracciabilità e facilità d’uso.

“Il principio è semplice: dare all’agricoltore la precisione di un impianto fisso, ma con la libertà di portarlo dove serve. FertiBAG non si limita a dosare: misura, registra e ottimizza, garantendo continuità e qualità nel tempo”, conclude il manager.


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2 Ottobre 2025by Redazione

Il Governo ha ufficializzato una rimodulazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che destina 2 miliardi di euro aggiuntivi al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. Questi fondi vanno a rafforzare in modo specifico la misura dei “Contratti di Filiera“, portando la dotazione complessiva di questo strumento a 4 miliardi di euro.

I Contratti di Filiera rappresentano uno strumento strategico per sostenere progetti che coinvolgono l’intera catena del valore agricolo: dalla produzione primaria alla trasformazione, fino ad arrivare alla commercializzazione. L’obiettivo è finanziare investimenti capaci di introdurre innovazione, migliorare la sostenibilità ambientale e modernizzare le strutture produttive delle imprese del settore.

Questa iniezione di risorse apre scenari concreti per chi opera nel mondo agricolo: diventa più accessibile finanziare tecnologie all’avanguardia e infrastrutture che rendono le aziende più efficienti, competitive e rispettose dell’ambiente.

Perché conviene investire proprio adesso

Coerenza con le priorità nazionali

Il PNRR punta con decisione su tre direttrici fondamentali: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, rafforzamento della competitività del sistema produttivo. Chi investe oggi in tecnologie per ottimizzare l’uso dell’acqua, monitorare parametri ambientali o automatizzare i processi aziendali si trova perfettamente in sintonia con queste linee strategiche.

Risorse più abbondanti

Il target iniziale previsto per i Contratti di Filiera era di 1 miliardo di euro da raggiungere entro giugno 2025. Già nei mesi scorsi questo obiettivo è stato ampiamente superato, con 1,256 miliardi di contratti sottoscritti. La risposta positiva del settore ha convinto il Governo a potenziare ulteriormente la misura. In pratica, progetti ben congegnati e strutturati hanno oggi probabilità maggiori di ottenere il via libera al finanziamento.

Moltiplicare gli investimenti grazie all’effetto leva

I Contratti di Filiera non si limitano a erogare contributi a fondo perduto. Il meccanismo prevede la combinazione di incentivi diretti, cofinanziamenti e prestiti agevolati. Questo mix permette di attivare investimenti ben più ampi rispetto alla somma inizialmente stanziata, amplificando l’impatto delle risorse pubbliche.

Meno rischi, più efficienza

Le imprese che adottano soluzioni tecnologiche evolute possono tagliare sprechi, ridurre i consumi energetici, eliminare inefficienze e migliorare sensibilmente la qualità delle produzioni. Nel medio periodo, tutto questo si traduce in un investimento meno rischioso e più redditizio.

Quali soluzioni tecnologiche rientrano nei finanziamenti

Per essere ammesso ai Contratti di Filiera, un investimento deve rientrare negli ambiti previsti dalle linee guida tecniche della misura. Le tecnologie per l’irrigazione e la fertirrigazione di precisione rappresentano una delle aree prioritarie, perfettamente in linea con gli obiettivi di sostenibilità e innovazione del PNRR.

  • Centraline per l’irrigazione intelligente
    Le centraline programmabili consentono di gestire in modo automatico e razionale la distribuzione dell’acqua. Grazie alla possibilità di impostare programmi personalizzati, si irriga solo quando necessario, riducendo drasticamente gli sprechi idrici. I modelli più evoluti permettono il controllo da remoto e l’integrazione con sensori ambientali per adattare l’irrigazione alle condizioni reali.
  • Elettrovalvole e sistemi di controllo
    Le elettrovalvole di qualità sono il cuore operativo di un impianto irriguo moderno. Permettono l’apertura e la chiusura automatica dei settori irrigui secondo le programmazioni impostate, garantendo precisione e affidabilità nel tempo. La scelta di componenti professionali assicura durata e riduce i costi di manutenzione.
  • Sensori per il monitoraggio ambientale e del suolo
    I sensori di umidità del terreno, temperatura, radiazione solare e altri parametri ambientali forniscono dati in tempo reale sullo stato delle colture e del suolo. Queste informazioni permettono decisioni irrigue basate su dati oggettivi anziché su stime, ottimizzando l’uso della risorsa idrica e migliorando la salute delle piante.
  • Sistemi di fertirrigazione
    Gli impianti di fertirrigazione integrano la distribuzione dell’acqua con quella dei nutrienti, permettendo di somministrare alle colture esattamente ciò di cui hanno bisogno, nel momento giusto. Questo approccio migliora l’efficienza nutrizionale, riduce gli sprechi di fertilizzanti e minimizza l’impatto ambientale. Le pompe dosatrici e i sistemi Venturi rappresentano soluzioni collaudate per l’iniezione controllata dei fertilizzanti nell’impianto irriguo.
  • Filtrazione e trattamento dell’acqua
    Un sistema di filtrazione adeguato protegge l’intero impianto irriguo da ostruzioni e malfunzionamenti, garantendo una distribuzione uniforme dell’acqua. I filtri a dischi, a rete o a sabbia si scelgono in base alla qualità dell’acqua disponibile e alle caratteristiche dell’impianto.
  • Componenti per l’irrigazione localizzata
    I sistemi goccia a goccia e a microirrigazione rappresentano la frontiera dell’efficienza idrica. Tubi gocciolanti, gocciolatori autocompensanti, microirrigatori e ali gocciolanti permettono di portare l’acqua direttamente alla zona radicale, riducendo le perdite per evaporazione e percolazione. Questa tecnologia è particolarmente apprezzata nei progetti PNRR per il risparmio idrico documentabile.
  • Accessori e complementi per impianti professionali
    Raccordi, valvole manuali, regolatori di pressione, contatori volumetrici e tutti gli accessori che completano un impianto irriguo professionale sono elementi finanziabili. Un impianto ben progettato nei dettagli funziona meglio e dura più a lungo.

L’integrazione intelligente di queste componenti crea un sistema completo che permette una gestione razionale dell’acqua e dei nutrienti. Un progetto ben articolato che prevede centraline programmabili, sensori ambientali, elettrovalvole di qualità, sistemi di fertirrigazione e irrigazione localizzata ha tutte le carte in regola per risultare competitivo nell’accesso ai finanziamenti.

Come presentare un progetto vincente

Per mettere a punto una domanda solida e competitiva, è utile seguire alcuni passaggi:

  • Analisi dei fabbisogni aziendali
    Prima di tutto occorre fare una diagnosi accurata: individuare le criticità reali, come sprechi d’acqua, consumi energetici eccessivi, difficoltà nella gestione delle colture, perdite nella fase di conservazione. Partire dai problemi concreti aiuta a costruire un progetto mirato.
  • Scelta del modello tecnologico
    Una volta identificate le priorità, si passa alla selezione degli strumenti necessari. Bisogna valutare quali dispositivi di monitoraggio, automazione e integrazione servono davvero, stimando i costi e i benefici attesi.
  • Proposta integrata e collaborativa
    Il progetto deve guardare oltre i confini della singola azienda. Rafforzare l’intera filiera, per esempio prevedendo collaborazioni con trasformatori, cooperative o centri di raccolta, accresce il valore complessivo dell’iniziativa e rende la proposta più convincente.
  • Piano finanziario equilibrato
    Occorre definire con precisione il mix di risorse: contributi a fondo perduto, prestiti agevolati, cofinanziamenti esterni e capitale proprio. Un buon equilibrio tra queste fonti dimostra solidità e capacità di gestione.
  • Rispetto dei criteri tecnici e ambientali
    Tutti i progetti devono rispettare il principio “Do No Significant Harm” (non arrecare danno significativo all’ambiente). Vanno soddisfatti i requisiti ambientali, di sicurezza e di tracciabilità indicati dal bando. È importante preparare documentazione tecnica dettagliata, certificazioni dei componenti e schede tecniche complete.
  • Obiettivi misurabili e rendicontazione
    I Contratti di Filiera richiedono rendicontazioni periodiche. Per questo è essenziale definire fin dall’inizio metriche chiare: risparmio idrico effettivo, riduzione dei consumi energetici, incremento della resa. Serve anche predisporre un sistema affidabile per la raccolta e l’elaborazione dei dati.

I vantaggi per le aziende agricole

Investire in tecnologie avanzate attraverso i Contratti di Filiera offre benefici concreti e misurabili:

  • Riduzione dei costi operativi
    Meno acqua consumata, minore spesa energetica, utilizzo più razionale dei fertilizzanti: tutto questo si traduce in un alleggerimento dei costi di gestione.
  • Maggiore resilienza aziendale
    Sistemi intelligenti che reagiscono in tempo reale ai cambiamenti climatici e ambientali permettono di affrontare meglio l’imprevedibilità delle stagioni e le emergenze.
  • Qualità superiore delle produzioni
    Un controllo più preciso delle condizioni colturali riduce gli stress per le piante e migliora la qualità finale del prodotto.
  • Maggiore attrattività sul mercato
    I prodotti realizzati con tecnologie sostenibili e innovative sono più appetibili per i consumatori e possono accedere a canali di vendita premium, spuntando prezzi migliori.
  • Accesso facilitato al credito
    Progetti ben strutturati e supportati dai fondi PNRR diventano più interessanti per banche e investitori privati, facilitando l’ottenimento di eventuali cofinanziamenti aggiuntivi.

Fonti e approfondimenti
Per maggiori informazioni sui Contratti di Filiera e sul PNRR:


Con i nuovi fondi PNRR disponibili, è il momento ideale per modernizzare la tua azienda agricola. PanAgri, specialista nell’irrigazione e fertirrigazione di precisione, ti affianca nella scelta delle soluzioni tecnologiche più adatte alle tue esigenze: centraline programmabili, elettrovalvole professionali, sensori ambientali, sistemi di fertirrigazione, filtri e componenti per l’irrigazione localizzata.

Contattaci per una consulenza personalizzata: ti aiuteremo a progettare un impianto completo e competitivo per accedere ai finanziamenti dei Contratti di Filiera. Il nostro team ha l’esperienza necessaria per fornirti soluzioni certificate, documentazione tecnica dettagliata e supporto nella definizione del progetto.

Scrivi a PanAgri oggi stesso: trasforma l’opportunità del PNRR in un vantaggio concreto per la tua attività agricola.


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19 Settembre 2025by Redazione

Un segnale significativo per il settore dell’automazione agricola arriva dal Sud Italia, dove l’azienda Pan Agri ha realizzato la consegna di nove dei suoi sistemi modulari SmartBOX in un solo giorno.

Come ha affermato il CEO Bernardo Grieco, queste unità sono state destinate a coltivazioni specializzate di kiwi, fragola, uva da tavola e agrumi, per aziende con estensioni che variano dai 10 ai 100 ettari. L’operazione di vendita ha interessato sia nuovi clienti sia aziende già fidelizzate, che hanno testato negli anni precedenti altri sistemi modulari dello stesso produttore/assemblatore.

La cabina modulare SmartBOX unisce in un’unica soluzione le funzioni di filtrazione, fertirrigazione e automazione, affidando la gestione operativa alla centralina IRRIFARM PRO 4.0. Una delle caratteristiche che rende questo sistema particolarmente interessante per una platea così vasta di agricoltori è la sua scalabilità. L’agricoltore ha infatti la possibilità di partire con una configurazione di base, per poi ampliarla gradualmente nel tempo, aggiungendo valvole, canali fertirrigui, sensori o altri moduli aggiuntivi. Ogni nuovo elemento si integra in modo armonico con il sistema esistente, dialogando con la centralina centrale attraverso protocolli IoT.

Questa architettura modulare si traduce direttamente nella capacità di gestire superfici molto ampie con un’unica struttura, semplificando notevolmente l’impiantistica aziendale. “Oggi possiamo affermare con certezza – dichiara Bernardo Grieco – che un singolo SmartBOX, ben configurato, è in grado di gestire fino a 100 ettari di coltivazione. È un traguardo che dimostra quanto la modularità possa fare la differenza: non servono dieci impianti diversi, basta una sola cabina regia, capace di coordinare superfici importanti con semplicità e affidabilità. Questa possibilità, fino a poco tempo fa riservata a impianti costosi e complessi, diventa ora accessibile attraverso una soluzione compatta”.

Oltre all’aspetto tecnico, il valore del sistema si estende alla sua filosofia di utilizzo. Il progetto è concepito per essere uno strumento di supporto che non si sostituisce all’esperienza agronomica dell’operatore. “L’agricoltore rimane il principale attore decisionale, mentre il sistema si occupa di eseguire con precisione e costanza le operazioni programmate, liberando tempo e risorse e riducendo il margine di errore. Il nostro obiettivo è chiaro: dare all’agricoltore strumenti semplici che funzionano, senza aggiungere complicazioni. La tecnologia deve accompagnare, non comandare. Con lo SmartBOX e l’IRRIFARM PRO 4.0 offriamo una regia affidabile che permette di lavorare meglio, ridurre gli sprechi e guardare al futuro con maggiore serenità”.

Data di pubblicazione: 

© FreshPlaza.it / Vincenzo Iannuzziello


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28 Agosto 2025by Redazione

Un viaggio tra dati, normative e soluzioni tecniche per capire come le innovazioni in campo irriguo possano rispondere alle sfide globali.

Siccità e scarsità idrica: l’emergenza che non è più straordinaria

Nel 2022, l’Italia ha conosciuto la peggiore siccità degli ultimi 70 anni: le portate del Po ridotte a un rigagnolo, invasi a secco, e in Sicilia e Sardegna restrizioni severe all’uso irriguo. Non si è trattato di un episodio isolato: secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, circa un terzo della popolazione del continente vive in aree sottoposte a stress idrico in un anno medio, e le proiezioni dell’IPCC non lasciano spazio all’ottimismo.

Le soluzioni ci sono, ma richiedono un cambio di mentalità: dall’irrigazione “a calendario” alla gestione basata su dati e modelli. Tecniche come il Regulated Deficit Irrigation (RDI), già testate su vite e fruttiferi, mostrano che è possibile contenere i volumi mantenendo qualità e resa. Più sofisticato, ma promettente, è il Partial Root-Zone Drying (PRD), che alterna l’irrigazione tra porzioni di apparato radicale per stimolare risposte fisiologiche di risparmio idrico. A questi approcci si aggiungono i sensori di umidità del suolo, i modelli di bilancio idrico (come il FAO AquaCrop) e persino il telerilevamento termico: strumenti che permettono di decidere quando irrigare non più “a occhio”, ma sulla base dello stato reale della coltura.

Focus tecnico – Due strategie di irrigazione “intelligente”

  • RDI (Regulated Deficit Irrigation): irrigazione ridotta in fasi non critiche della coltura, con risparmio idrico fino al 30% senza cali produttivi significativi.
  • PRD (Partial Root-Zone Drying): irrigazione alternata di metà apparato radicale, stimola la pianta a ridurre la traspirazione, migliorando l’efficienza d’uso dell’acqua.

Nutrienti e inquinamento: il difficile equilibrio

Se l’acqua è il primo fronte, i nutrienti rappresentano il secondo. L’Europa impone da anni limiti stringenti con la Direttiva Nitrati e la Direttiva Quadro Acque, perché le concentrazioni di nitrati nelle falde rimangono elevate, specialmente in pianura padana. Oggi, l’agricoltura non può più permettersi fertilizzazioni massicce e poco mirate: ogni chilogrammo di azoto che si disperde è una perdita economica per l’azienda e un danno ambientale.

La fertirrigazione a goccia e, ancor più, il subirrigo (SDI) stanno diventando la via maestra. Ricerca internazionale conferma che microdosi giornaliere riducono drasticamente le perdite di nitrati senza penalizzare la produttività. L’innovazione tecnologica spinge verso sistemi chiusi, con sensori in linea per conduttività elettrica, pH e nitrati, che consentono un controllo fine in tempo reale. Non a caso, il nuovo Regolamento europeo sul riuso delle acque (2020/741) fissa parametri stringenti per garantire che l’acqua irrigua sia compatibile con microirrigazione e fertirrigazione di precisione: una sfida che chi progetta impianti non può più ignorare.


Normativa in sintesi – Direttiva Nitrati & Regolamento 2020/741

  • Direttiva Nitrati (91/676/CEE): riduzione dell’inquinamento da nitrati in acque superficiali e sotterranee.
  • Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE): obbligo per gli Stati membri di raggiungere il “buono stato” ecologico e chimico.
  • Regolamento UE 2020/741: disciplina il riuso delle acque reflue trattate per irrigazione, con classi di qualità A-D.

Clima estremo e decisioni in tempo reale

Gli agricoltori italiani conoscono bene un’altra faccia del cambiamento climatico: gli eventi estremi. Ondate di calore e siccità prolungate si alternano a piogge improvvise e violente, rendendo sempre più difficile programmare. I bollettini MARS del Joint Research Centre lo ribadiscono: la variabilità climatica riduce la prevedibilità delle rese, soprattutto per colture idro-esigenti come mais e riso.

Qui la parola chiave è decision support system (DSS). Sensori in campo, stazioni meteo di prossimità e piattaforme cloud possono integrare dati locali con previsioni meteorologiche e modelli agronomici. Non si tratta più solo di programmare turni irrigui, ma di attivare un sistema reattivo, in grado di segnalare allarmi di stress idrico o termico, adattare le mappe di irrigazione a tasso variabile e guidare l’agricoltore a decisioni tempestive.

Energia: la nuova variabile del bilancio irriguo

Un tempo si parlava di acqua e fertilizzanti; oggi l’energia è entrata di diritto nell’equazione. I costi elettrici incidono pesantemente sulla gestione degli impianti in pressione, e la decarbonizzazione dell’agricoltura passa anche dall’efficienza dei sistemi irrigui.

Tecnologie consolidate come i variatori di frequenza applicati alle pompe permettono di modulare portata e pressione in base alla reale domanda, evitando sprechi. Ma un fronte in forte crescita è quello del fotovoltaico in campo: piccoli pannelli integrati direttamente sugli appezzamenti per alimentare centraline di monitoraggio, sensori di umidità, valvole elettroattuate e stazioni meteo locali.

Queste soluzioni, oltre a ridurre la dipendenza dalla rete elettrica, permettono di posizionare strumenti anche in aree isolate, senza necessità di costosi cablaggi. Nei sistemi di irrigazione a goccia o subirrigo, ad esempio, l’abbinamento “sensore + pannello + batteria tampone” consente un controllo puntuale e continuo, anche in assenza di collegamento alla rete. Per aziende che adottano piattaforme cloud o DSS, il fotovoltaico diffuso diventa così la spina dorsale energetica della digitalizzazione agricola.

Focus – Pannelli fotovoltaici in campo

  • Centraline autonome: gestione di valvole, pompe secondarie e sensori senza collegamento alla rete.
  • Riduzione costi: meno infrastrutture e cablaggi, manutenzione minima, alimentazione rinnovabile.
  • Scalabilità: dal piccolo appezzamento frutticolo alle grandi aziende con reti di sensori IoT distribuiti.
Affidabilità e standard: la sfida silenziosa degli impianti

L’efficienza irrigua non si misura solo con sensori e modelli, ma anche nella capacità di un impianto di distribuire uniformemente l’acqua anno dopo anno. È un aspetto spesso trascurato, eppure fondamentale: una bassa uniformità di distribuzione può annullare i benefici di qualsiasi sistema di precisione.

Gli standard tecnici lo dicono chiaramente. La norma ISO 9261 definisce i criteri di prestazione degli erogatori in termini di portata e resistenza al clogging. In Italia, molte sperimentazioni hanno dimostrato come ostruzioni parziali di gocciolatori o filtri mal dimensionati riducano l’efficienza fino al 30%. La manutenzione programmata – controlavaggio dei filtri a sabbia, sostituzione periodica di dischi e reti – non è un dettaglio tecnico, ma una condizione imprescindibile per assicurare resa e sostenibilità.

Riuso delle acque reflue: dal regolamento alla pratica

Il Regolamento UE 2020/741, entrato in vigore nel 2023, ha aperto una strada importante: consentire il riuso delle acque reflue depurate per scopi irrigui. Una scelta non più opzionale, se pensiamo che la disponibilità di acqua dolce si riduce anno dopo anno.

La norma fissa quattro classi di qualità (A, B, C, D), da applicare a seconda delle colture e delle modalità irrigue. Per la microirrigazione di orticole e fruttiferi, ad esempio, è richiesta la classe A, che implica livelli molto bassi di solidi sospesi, patogeni e contaminanti. Ciò significa che chi progetta impianti irrigui deve integrare sistemi di filtrazione avanzata, disinfezione e monitoraggio continuo.

PAC, eco-schemi e politica agricola: la cornice del cambiamento

Nessuna innovazione tecnologica vive nel vuoto. La nuova Politica Agricola Comune (PAC) 2023–2027 lega sempre più gli aiuti agli agricoltori a pratiche sostenibili e verificabili. Tra gli eco-schemi finanziati, l’uso razionale dell’acqua e la riduzione degli input chimici hanno un ruolo centrale.

In pratica, questo significa che un agricoltore che adotta sistemi di irrigazione di precisione, sensori e DSS non solo migliora la produttività e riduce i costi, ma ha anche accesso a contributi economici. La logica è chiara: le tecnologie digitali e di automazione non sono più un “extra”, ma strumenti necessari per rispondere ai requisiti di sostenibilità e tracciabilità.

Acqua, nutrienti, energia, affidabilità e normative: sono i cinque tasselli di un mosaico che l’agricoltura europea non può più permettersi di trascurare. Le tecnologie irrigue di precisione rappresentano una risposta concreta, capace di coniugare competitività aziendale e responsabilità ambientale. In questo equilibrio si gioca gran parte del futuro del settore primario: un futuro fatto di dati, decisioni rapide e impianti progettati per durare.



9 Luglio 2025by Redazione

Il futuro della coltivazione del kiwi passa da Marconia di Pisticci. Il 17 luglio, presso l’azienda NICOFRUIT, PanAgri sarà protagonista della Kiwi Exhibition 2025, una giornata tecnica interamente dedicata alla filiera del kiwi di domani.

Dove la concretezza incontra la tecnologia

Coltivare kiwi oggi significa affrontare nuove sfide: gestione idrica, sostenibilità, uniformità produttiva, scelte varietali e competitività di filiera. Per questo la Kiwi Exhibition 2025 – evento di riferimento per agricoltori e tecnici del settore – rappresenta una preziosa occasione di confronto diretto tra innovazione, pratica agronomica e strategie vincenti.

PanAgri sarà presente per presentare soluzioni pronte all’uso, sviluppate per trasformare l’innovazione in un vantaggio operativo concreto.

Irrigazione di precisione: la chiave per coltivare meglio

Durante l’evento, il team PanAgri illustrerà i vantaggi dell’irrigazione di precisione, presentando le ultime evoluzioni del sistema IRRIFARM® e delle soluzioni SmartBOX, pensate per la gestione automatizzata e scalabile di irrigazione e fertirrigazione.

  • Sensoristica avanzata per monitorare costantemente le condizioni del suolo e delle piante
  • Controllo remoto per intervenire in tempo reale, ovunque ci si trovi
  • Automazione dei processi per ridurre sprechi, migliorare l’efficienza e garantire uniformità produttiva

L’obiettivo? Offrire strumenti affidabili e personalizzabili anche nelle condizioni colturali più esigenti, come quelle tipiche dell’actinidia.


I temi al centro della giornata

Nel corso della Kiwi Exhibition 2025 si alterneranno focus tecnici e momenti di confronto operativo su:

  • Innovazione varietale e scelta strategica del sito
  • Vocazionalità pedoclimatica e tecniche irrigue sostenibili
  • Modelli agronomici ottimizzati
  • Incremento della resa e uniformità produttiva

Un’agenda pensata per chi vuole investire nel kiwi con metodo e visione, puntando su dati, tecnologie e best practice replicabili.


BOX – Le soluzioni PanAgri per il kiwi

IRRIFARM®
Sistema modulare per l’irrigazione di precisione: monitoraggio, controllo e automazione in un’unica piattaforma, integrabile con sensoristica evoluta e servizi di consulenza agronomica.

SmartBOX
Soluzioni chiavi in mano per la gestione completa di irrigazione e fertirrigazione, scalabili dalla piccola azienda alla grande realtà produttiva. Dalla centralina al software, tutto pensato per semplificare il lavoro in campo.


Un evento da non perdere

📅 17 luglio – ore 16:00
📍 Azienda NICOFRUIT – Marconia di Pisticci (MT)
🎫 Partecipazione gratuita con iscrizione online: Iscriviti qui

Vi aspettiamo in campo. Per parlare di kiwi, certo. Ma soprattutto di soluzioni.


Efficienza-idrica-e-crescita-agricola-un-binomio-vincente-1280x720.jpg

21 Marzo 2025by Redazione

articolo già pubblicato © FreshPlaza.it / Vincenzo Iannuzziello

IRRISENSE: efficienza, sostenibilità e produttività ottimale

L’irrigazione delle fragole in fuori suolo ha un nuovo input grazie al Punto di Controllo “IRRISENSE”, un sistema che rivoluziona la gestione dell’acqua, trasformando il peso del substrato in una variabile di automazione. Monitorando in tempo reale la perdita d’acqua per evapotraspirazione, il sistema attiva l’irrigazione solo quando realmente necessario, garantendo efficienza, sostenibilità e produttività ottimale.

“Abbiamo sviluppato Irrisense per portare un cambiamento concreto nella gestione dell’irrigazione fuori suolo – spiega Bernardo Grieco, CEO di PanAgri – Il sistema non lavora più su schemi predefiniti, ma su dati reali. L’agricoltore imposta le condizioni iniziali e Irrisense, in autonomia, rileva il peso del substrato e comunica con la Master IRRIFARM per determinare il momento esatto in cui è necessario irrigare”.

L’elemento chiave è la rilevazione continua del peso del substrato tramite sensori con celle di carico, che permettono di misurare con precisione l’acqua persa per evapotraspirazione. Questo parametro è cruciale nella coltivazione delle fragole fuori suolo, dove un’irrigazione troppo frequente può portare all’asfissia radicale, mentre un apporto insufficiente può rapidamente indurre stress idrico e accumulo di sali nel substrato, compromettendo resa e qualità del frutto.

“Quando viene raggiunta una soglia predefinita di perdita di peso, Irrisense trasmette l’informazione alla Master Irrifarm, il centro di controllo che gestisce l’intero impianto. Ogni varietà è associata a un Punto di Controllo Irrisense dedicato, che monitora le condizioni specifiche e trasmette i dati alla Master Irrifarm, raccogliendo le informazioni provenienti da tutti i lotti e, in base ai parametri preimpostati, decide quali valvole di irrigazione attivare e per quanto tempo. Tutto questo garantisce un apporto idrico mirato ed evita sprechi, in un’epoca di forte scarsità d’acqua”.

Grazie a questo approccio, l’intero impianto lavora in modo dinamico: ogni lotto riceve acqua e nutrienti solo quando effettivamente necessario, senza dipendere da programmi di irrigazione fissi che non tengono conto delle variazioni ambientali e delle esigenze fisiologiche della pianta.

“Il sistema, progettato e sviluppato nei nostri laboratori, è stato perfezionato grazie alla collaborazione diretta con i produttori e in particolare con l’azienda agricola Vincenzo Sabato di Scanzano Jonico (Matera), che ha contribuito con la propria esperienza a testare e ottimizzare le sue funzionalità, assicurando un prodotto altamente performante e in linea con le necessità operative reali in campo”, aggiunge il CEO.

E riprende: “L’uso del peso come parametro decisionale rappresenta un salto di qualità, Non è più l’agricoltore a dover programmare irrigazioni fisse, ma è la pianta stessa, attraverso i dati raccolti, a stabilire quando e quanto irrigare. Grazie a questo modello di gestione idrica adattiva, il sistema consente di ridurre drasticamente il consumo d’acqua, ottimizzando l’assorbimento da parte delle radici e migliorando l’efficienza della fertirrigazione”.

Irrisense è progettato per operare in completa autonomia energetica. Alimentato da un pannello solare da 20W con batterie ricaricabili, può essere installato ovunque, senza necessità di collegamenti elettrici o infrastrutture complesse.

“Parliamo di un sistema che va oltre il semplice monitoraggio. Irrisense è un vero e proprio Decision Support System che permette di ottimizzare la gestione della fertirrigazione delle fragole fuori suolo, aumentando la produttività e riducendo al minimo gli sprechi. È la tecnologia al servizio della pianta, un nuovo modo di interpretare l’agricoltura di precisione”, conclude Grieco.

Un ecosistema di sensori per un’irrigazione di precisione


L’integrazione con altri sensori permette a IRRISENSE di affinare ulteriormente la gestione idrica e nutrizionale:

  • Sensori di peso con celle di carico: misurano in tempo reale la perdita di peso del substrato per evapotraspirazione, determinando il momento esatto in cui è necessario irrigare;
  • Sensori di pH: monitorano costantemente il livello di acidità della soluzione nutritiva, regolando il dosaggio dei fertilizzanti per mantenere un equilibrio ottimale;
  • Sensori di EC (Elettroconducibilità): controllano la concentrazione di sali nella soluzione nutritiva, garantendo che le piante ricevano la giusta quantità di nutrienti;
  • Sensori di drenaggio IN/OUT: analizzano la quantità di acqua drenata dal substrato, ottimizzando il rapporto tra irrigazione e assorbimento idrico;
  • Sensore di temperatura e umidità dell’aria: monitora le condizioni climatiche ambientali per evitare stress alla coltura e permettere regolazioni mirate;
  • Sensore di salinità, temperatura e umidità del substrato: misura il contenuto idrico del substrato e il livello di salinità, evitando accumuli di sali dannosi per le radici;
  • Sensore di radiazione solare: misura l’intensità della luce per adattare l’irrigazione in base al fabbisogno energetico della pianta, garantendo il miglior rapporto tra luce, crescita e assorbimento idrico.

Efficienza-idrica-e-crescita-agricola-un-binomio-vincente-2-1280x720.jpg

24 Gennaio 2025by Redazione

Nel panorama dell’agricoltura moderna, dove precisione e sostenibilità rappresentano obiettivi primari, il sistema per la fertirrigazione da remoto marchiato Irrifarm® di Pan Agri emerge come una soluzione all’avanguardia per la gestione delle coltivazioni in fuorisuolo. Il sistema integra una serie di tecnologie avanzate che, lavorando in sinergia, permettono un controllo capillare di tutti i parametri critici per la crescita delle piante.


Recente installazione su fragoleto in fuorisuolo a Scanzano Jonico (Matera)

Bernardo Grieco, CEO della suddetta società della Basilicata specializzata nel settore dell’automazione irrigua, spiega i componenti e la sensoristica integrata: “Il punto di controllo Irrifarmì per fuorisuolo è costituito da un pannello solare da 20W accoppiato a un sistema di batterie al litio ricaricabili. Questa configurazione garantisce non solo l’autonomia energetica completa del sistema, ma permette anche l’installazione in zone remote o prive di connessione elettrica”.

Il punto di controllo garantisce:

  • Monitoraggio completo del PH/EC in ingresso e in uscita della soluzione circolante;
    * La temperatura e l’umidità in serra;
  • Il monitoraggio continuo della % di drenaggio in ingresso e uscita del substrato;
  • Umidità e temperatura del substrato;
  • La radiazione fotosinteticamente attiva (in µmol);
  • Il sensore di peso, rilevando con precisione le variazioni, consente di intervenire tempestivamente nell’irrigazione.

“La nostra piattaforma Irrifarm elabora in tempo reale i dati provenienti da tutti i sensori, permettendo all’operatore di implementare il controllo automatizzato per l’irrigazione e la fertirrigazione del sistema completo. L’interrogazione dei vari parametri permette di monitorare e mantenere le condizioni ottimali per la crescita delle piante, mentre l’automazione garantisce interventi tempestivi e precisi, 24 ore su 24. Il sistema rappresenta quindi un significativo passo avanti nella gestione delle colture fuori suolo, dove la precisione del monitoraggio si traduce in una maggiore efficienza produttiva e in un utilizzo più razionale delle risorse”.

Clicca qui per il catalogo.

Già pubblicato
Data di pubblicazione: 
© FreshPlaza.it / Vincenzo Iannuzziello



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